Sul lungomare, tra onde leggere e architetture eleganti, l’opera di Rabarama dialoga con la bellezza senza tempo di Villa Zerbi, trasformando uno scorcio urbano in un frammento di poesia
Le onde vanno e tornano, i gabbiani sfiorano l’orizzonte, ma c’è sempre qualcosa che resta. Come il mare, come chi sa aspettare senza bisogno di partire
C’è chi resta e chi parte. Chi osserva e chi vola. Chi attende e chi attraversa l’orizzonte. Ma tutti, in un modo o nell’altro, cercano lo stesso respiro
Uno scatto, un salto, un battito d’ali verso il ferro. Sotto, una folla di sguardi incantati, bambini con gli occhi spalancati che scoprono che i sogni, a volte, si appendono davvero al canestro
Tra il fuoco del tramonto e il blu profondo del mare, il Pilone di Scilla si erge come un colosso sospeso nel tempo, immobile testimone di una storia che continua a scorrere