L’insegnante marchigiano e il delegato Gkn Firenze "Soms Insorgiamo", sono due membri di uno degli equipaggi che si preparano alla seconda missione in partenza dalla Sicilia nei prossimi giorni
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Mentre Cetraro attende, per la seconda e ultima tappa in Italia prima di dirigersi a Gaza, il passaggio della flottiglia Thousand Madleens to Gaza - Freedom Flotilla Coalition partita da Marsiglia e ieri giunta a Napoli, la Calabria continua a manifestare la volontà di opporsi al genocidio del popolo palestinese e di supportare la causa della sua liberazione.
Il centro sociale Angelina Cartella di Gallico, zona periferica a nord di Reggio Calabria, ha accolto per una testimonianza gli attivisti, Vittorio Sergi, insegnante marchigiano, e Massimiliano Del Moro, piccoli imprenditore toscano e delegato Gkn Firenze "Soms Insorgiamo", due membri dell’equipaggio della Global Sumud Flotilla, che si prepara a salpare dalla Sicilia alla volta di Gaza, nei prossimi giorni. Dunque una nuova mobilitazione via mare per sfidare il blocco israeliano e “raggiungere” il popolo palestinese. The Spring 2026 Mission si sta preparando con oltre un centinaio di barche provenienti da ogni angolo del mondo, persino dall’altro emisfero. Una seconda missione per portare aiuti umanitari e solidarietà concreta.
Monito unanime e urgenza condivisa
Il conflitto tra Iran e Stati Uniti polarizza media e opinione pubblica come se il fuoco fosse cessato in Ucraina e come se i palestinesi fossero liberi di vivere nei territori, invece, occupati dall’esercito israeliano. Come se... perchè non è. E allora la mobilitazione civile diventa necessaria per dare voce e contrastare le sempre più pericolose indifferenza e inerzia istituzionale.
«Il movimento per la Palestina che si è espresso nelle piazze nei mesi scorsi in Italia, nelle Marche come in Calabria, è stato importantissimo. Non si è assopito. Semplicemente ha subito i colpi della censura mediatica mentre il genocidio in Palestina continua. Uno scenario aggravato dall’ampliarsi della guerra, anche ad altre zone del Medioriente.
Noi vediamo che sui territori c'è molto interesse, c'è molta voglia di mobilitarsi. Siamo qui a Reggio per questa iniziativa calabrese e pensiamo che momenti come questi possano fungere da catalizzatori di tutte quelle energie presenti sui territori per tornare a riprendere le strade, le piazze e la parola pubblica», ha spiegato l’insegnante Vittorio Sergi, attivista del coordinamento Marche per la Palestina e membro dell’equipaggio della Global Sumud Flotilla.
«Ho scelto di partire per dare continuità all'impegno che nella mia regione va avanti da due anni. Abbiamo costituito un coordinamento di realtà di gruppi di base che sostengono la liberazione del popolo palestinese e si oppongono al genocidio. Un sostegno che il territorio sta costruendo anche materialmente. Porto con me dalla mia regione dei forni solari donati dall’università di Ancona e delle farine artigianali donate dagli agricoltori. In occasione di questa seconda missione la Global Sumud Flotilla ha chiesto anche a diverse professionalità di mettersi in gioco per contribuire alla ricostruzione. Io sono un'insegnante, ad esempio, ma ci sono anche ingegneri, medici, infermieri, professionisti della comunicazione che si metteranno a disposizione per tutto quello che servirà». Così Vittorio Sergi che ci racconta di essere arrivato a questa scelta su spinta collettiva.
«La nostra è un’assemblea molto ampia, composta da tante persone di tante estrazioni diverse. Molti sarebbero voluti partire ma non hanno avuto la possibilità. Mi sento investito di questo mandato anche da parte loro. Siamo componenti dell’equipaggio di una delle imbarcazioni che attualmente è in Sicilia per partecipare alla seconda missione della Global Sumud Flotilla, in partenza per Gaza tra pochi giorni. Le barche stanno arrivando da tutti i territori in Sicilia, partiremo tutti insieme da un porto che oggi non può essere ancora comunicato.
Più lotte, una sola voce
Una mobilitazione per mare che diventa anche una mobilitazione via terra laddove, come accaduto a Reggio in questa occasione e in tutte le altre iniziative già promosse e in programma, la Flotilla anima i territori con incontri e dibattiti e lancia appelli alla partecipazione, al sostegno, al coinvolgimento per tenere alta l’attenzione su un angolo di mondo dove ancora un popolo subisce ingiustizie e violenza, resistendo ogni giorno e subendo la più grave e irreversibile delle minacce, quella di totale annientamento.
Una mobilitazione via terra che unisce alla voce del popolo palestinese anche quella di altre persone in lotta. È il caso del collettivo di fabbrica lavoratori Gkn Firenze, la cui voce sulla Flotilla in partenza per Gaza in seconda missione sarà quella di Massimiliano Del Moro, appunto delegato Gkn Firenze "Soms Insorgiamo".
«Porto la solidarietà dei lavoratori licenziati con una mail mentre erano in ferie e che da quattro anni e mezzo sono in presidio permanente. Personalmente seguo la causa palestinese da 40 anni e credo che molto dobbiamo a questo popolo che ci tiene vigili e risveglia le nostre coscienze. Sarebbe inumano dire che non c'è paura ma si parte lo stesso perché è giusto farlo per il popolo palestinese e anche per cercare di dare i più giovani la possibilità di vedere un mondo migliore», ha concluso l’attivista Massimiliano Del Moro, delegato Gkn Firenze "Soms Insorgiamo".
La sfida globale all’assedio di Israele
Ecco i sei obiettivi interconnessi che animano la Spring 2026 Missione della Sumud Global Flotilla:
Contribuire a rompere l'assedio - contrastare direttamente il blocco illegale e affermare il diritto dei palestinesi ad accedere alle proprie coste e al mondo al di là di esse;
fornire aiuti salvavita - distribuire aiuti umanitari su larga scala, tra cui cibo, latte in polvere per neonati, materiale scolastico e medicinali;
creare un corridoio marittimo popolare – realizzare una rotta marittima gestita da civili verso Gaza per garantire l'accesso senza ostacoli a cibo, medicinali e beni di prima necessità, e affermare la sovranità del popolo palestinese sulle proprie acque;
sostenere la ricostruzione – squadre dedicate accompagnano i palestinesi nelle prime fasi della ricostruzione di case, scuole e ospedali;
contrastare la complicità - denunciare la complicità internazionale che rende possibile il blocco e mobilitare la società civile globale per chiedere giustizia;
catalizzare l'azione globale dei cittadini – trasformare la flottiglia in un catalizzatore per mobilitazioni coordinate via terra e via mare, amplificando le voci palestinesi e dando potere alle persone in tutto il mondo affinché agiscano laddove governi e istituzioni hanno fallito.







