Informare i cittadini, depoliticizzare il dibattito e garantire un sistema giudiziario più equilibrato, con giudici realmente equidistanti tra accusa e difesa.
All’inaugurazione dell’anno giudiziario il procuratore generale della Corte d’Appello di Reggio Calabria traccia il bilancio delle procure del distretto ma soprattutto accende i riflettori sulle criticità strutturali del sistema: dal Palazzo di Giustizia alla gestione delle imprese sequestrate alla ’ndrangheta fino alla grave emergenza delle strutture psichiatriche per minori in Calabria. Un intervento duro, scandito da appelli alle istituzioni e da richieste di assunzione di responsabilità: «Oneri, non solo onori»
Nel corso della cerimonia di inaugurazione la presidente Stilo ha ribadito la centralità dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, esprimendo forti criticità sulla riforma costituzionale in discussione e denunciando le persistenti carenze di organico
Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale commenta positivamente l’incontro tra il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro in merito al precariato storico negli uffici giudiziari
VIDEO | La presidente della GES, ribatte punto per punto alle principali argomentazioni dei sostenitori del "sì" facendo emergere la distanza tra la riforma proposta e i reali problemi della giustizia
Presentato un nuovo soggetto con l’obiettivo di informare la cittadinanza sui contenuti della consultazione di marzo. Fari puntati sugli organici scoperti e sul precariato che rallentano i processi: «In dodici mila non sanno cosa li aspetta a giugno»
Nella sede del coordinamento regionale di FI presentato il Comitato presieduto da Pino Palmisani che definisce il riordino una cosa di buon senso. L’affondo di Natale Polimeni sul profilo culturale: «Oggi Il pm viene percepito dal cittadino come un giudice, ma dovrebbe stare accanto a noi»
Il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo analizza criticamente l’iniziativa del governo mettendo in fila «i rischi costituzionali, l’aumento dei costi e nessun servizio concreto per i cittadini»
È stato promosso in data odierna il “Comitato Società Civile per il NO al referendum costituzionale sulla giustizia – Città Metropolitana di Reggio Calabria”, su iniziativa dei rappresentanti di CGIL, ANPI, ACLI, ARCI, AUSER, Legambiente e Libera della Città Metropolitana di Reggio Calabria.
L’associazione nata a Reggio Calabria annuncia l’adesione ai Comitati per il NO al referendum confermativo sulle modifiche costituzionali in materia di ordinamento giurisdizionale. «Un progetto che, insieme ad Autonomia differenziata e premierato, stravolge l’equilibrio della Carta».
Un no netto, motivato e destinato a essere ribadito pubblicamente oggi pomeriggio a Reggio Calabria, in occasione della presentazione del Comitato del No, presieduto dal procuratore Giuseppe Lombardo. È quello espresso dal procuratore che in una lunga intervista entra nel merito della riforma della giustizia, spiegandone i rischi e smontando alcune delle narrazioni più ricorrenti a sostegno del cambiamento
Nell’intervista l’esponente del Comitato del Sì, affronta i temi centrali della riforma della giustizia e della separazione delle carriere, spiegando perché, a suo avviso, si tratta di un passaggio necessario per garantire ai cittadini un giudice realmente terzo e un sistema più equilibrato
Il procuratore e segretario di Magistratura Democratica e l’ex togato Luca Palamara si sono confrontati, tra tensioni personali e riflessioni sul referendum di primavera. Al centro del dibattito, la riforma del Csm, il ruolo dei magistrati e il rischio di una giustizia sotto controllo politico
In diverse piazze italiane, e in Calabria a Reggio, i lavoratori impiegati nei tribunali e nelle Procure, hanno consegnato un documento ai rappresentanti del governo. «Finora stanziate risorse per metà del personale, la Fi nanziaria – dicono – si occupi di lavoro e non di armi e di morte»
La presidente di sezione del Tribunale di Reggio Calabria ha ribadito come «La riforma non risolve i problemi della giustizia, non accorcia i tempi dei processi, non affronta i problemi delle carenze di organico, delle carenze informatiche, dei carichi di lavoro, delle carceri sovraffollate. Sono questi i temi che andrebbero affrontati con urgenza»
Ha parlato ai giovani francamente e senza nascondere nulla ha evidenziato come viviamo in un «Governo della paura che crea nemici immaginari orientando le nostre decisioni tramite algoritmi gestiti da pochi»