Uno sguardo fugace dal finestrino di un’auto in corsa cattura due figure femminili che camminano lungo il lungomare sotto una pioggia leggera, trasformando un istante quotidiano in un racconto intimo e sospeso.
Sul lungomare, tra onde leggere e architetture eleganti, l’opera di Rabarama dialoga con la bellezza senza tempo di Villa Zerbi, trasformando uno scorcio urbano in un frammento di poesia
Mi ricordo montagne verdi
E le corse di una bambina
Con l'amico mio più sincero
Un coniglio dal muso nero
Poi un giorno mi prese il treno
L'erba, il prato e quello che era mio
Scomparivano piano piano
E piangendo parlai con Dio (Montagne verdi - Marcella Bella)
Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
(Gabriele D’Annunzio)
Con tuoni e celesti fuochi d'artificio si deve parlare a sensi fiacchi e addormentati. Ma la voce della bellezza parla sommessa: essa s'insinua soltanto nelle anime più deste.
(Friedrich Nietzsche - Così parlò Zarathustra)
La notte non è meno meravigliosa del giorno, non è meno divina; di notte risplendono luminose le stelle, e si hanno rivelazioni che il giorno ignora.
(Nikolaj Berdjaev)
Quando sei qui con me
Questa stanza non ha più pareti
Ma alberi, alberi infiniti
Quando sei qui vicino a me
Questo soffitto viola
No, non esiste più
Io vedo il cielo sopra noi
(Il cielo in una stanza - Gino Paoli)
Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi era entrato.
(Haruki Murakami)
Se speranza è negata in questo mondo di conflitti
sii tu l’arcobaleno nelle tempeste della vita;
il raggio che la sera, come un sorriso, le nuvole disperde,
e tinge il domani col suo raggio profetico.
(George Gordon Byron)
Uomo libero, sempre amerai il mare!
È il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima
nell’infinito muoversi della sua lama.
E il tuo spirito non è abisso meno amaro.
(Charles Baudelaire)
Se il fuoco non ha distrutto completamente il patrimonio boschivo del nostro Aspromonte, lo dobbiamo soprattutto a loro: ai vigili del fuoco. Con mezzi limitati ed enorme sacrificio, sono riusciti a limitare i danni. In questo scatto c'è tutto l'affetto fraterno che li unisce, anche quando le forze iniziano a venire meno. Grazie a voi, eroi del quotidiano!