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Scorrono le settimane ma ancora l’area archeologica di piazza Garibaldi a Reggio Calabria, ormai visibile, non viene consegnata alla città. Un’anteprima che non approda al debutto.
Ci sono dei ritocchi ancora da fare, del verde da rifinire e la verniciatura della ringhiera da completare. Eppure gli operai in attività non si vedono tutti i giorni. Cittadini, turisti e curiosi, invece, già si affacciano per ammirare il tempio di età Augustea, forse di prima età Giulio Claudia, dunque dei primissimi decenni del I secolo d.C., rivenuto nell’area sacra della città antica. Si affacciano spesso dovendo passare in mezzo alle macchine che, ostinatamente e impunemente, parcheggiano, anche adesso che vi è una ringhiera. Essa è chiamata a costituire l’affaccio di un pedone piuttosto che un suppellettile accanto ai veicoli in sosta.

L’area è, per altro, accessibile liberamente attraverso un cancelletto soltanto accostato. E questo potrebbe costituire un rischio poichè i collaudi sono ancora in corso. Inoltre incombe il rischio degrado che già si annuncia attraverso le tracce di chi si è dilettato nell’incivile pratica del lancio della bottiglietta di plastica. Un peccato vedere quest’area, ormai quasi pronta, ancora sospesa.
Dopo la pausa per programmazione delle opere di completamento, lo stallo e il subappalto, la ripresa lo scorso gennaio, i lavori di messa in sicurezza degli scavi per la valorizzazione e la fruizione dei resti archeologici avrebbero dovuto essere conclusi lo scorso 31 marzo. È stata necessaria una proroga per attendere le ringhiere, sostituite in corsa. Ringhiere posate ma ancora oggetto dell’intervento di verniciatura.
La prossima settimana dovrebbe essere previsto un sopralluogo congiunto, eseguito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia che ha seguito la campagna di scavi, e dalla ditta Aet che in subappalto sta completando l’intervento. L’obiettivo sarà quello di una verifica finale prima della sottoscrizione del verbale di chiusura lavori, propedeutica all’apertura alla città. Un’apertura che era già stata annunciata in vista di questa estate, ormai inoltrata, e che ancora si fa attendere.

