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      Oltre i proclami e i nastri tagliati: la mappa in chiaroscuro della sanità reggina

      Non è più il sistema che ricordiamo prima del covid ma non è neanche una macchina che funziona a misura delle tante esigenze del territorio. Tra sogni e realtà la distanza da percorrere è ancora tanta
      Elisa Barresi
      29 gennaio 202506:30
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      Oltre i proclami e i nastri tagliati: la mappa in chiaroscuro della sanità reggina

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      Oltre i proclami e i nastri tagliati: la mappa in chiaroscuro della sanità reggina

      Oltre i proclami e i nastri tagliati: la mappa in chiaroscuro della sanità reggina

      Non è ancora arrivato il tempo di cantare vittoria. Tante, troppe sono le lacune di un sistema sanitario che per anni ha subito scippi, abbandono, commissariamenti e umiliazioni di ogni tipo. Gli sforzi compiuti negli ultimi anni sono innegabili ma l’obiettivo è ancora lontano. Una terra martoriata dalla criminalità organizzata che negli anni non ha di certo risparmiato il sistema sanitario usato, invece, come un bancomat della ‘ndrangheta e non solo.
      Un cambio di passo è stato fatto ma non basta e giornalmente riceviamo richieste di aiuto, denunce e quel che è più grave segnalazioni di violenza all’interno dei nosocomi reggini. Una situazione diventata insostenibile. Un rapporto di fiducia, quello necessario tra medico e paziente, che appare ormai inevitabilmente compromesso da anni di mancanze, carenze e inefficienze che hanno portato a una sfiducia totale.

      La sfida adesso si gioca su più cambi: infrastrutture, organico, tecnologia all’avanguardia e risorse adeguate. Insomma, tagliare nastri e inaugurare reparti all’interno di strutture fatiscenti che cadono a pezzi non basta a placare gli animi di chi è costretto a curarsi in luoghi inadeguati e con personale ridotto all’osso. È vero, i concorsi sono stati finalmente sbloccati ma sempre più medici scelgono di non esercitare in Calabria. Una terra che restituisce di sé un’immagine ostile e la cronaca, purtroppo, non fa altro che peggiorare la già inesistente appetibilità di un territorio che dovrebbe rivedere l’intero sistema partendo proprio dall’emergenza urgenza. Dai medici di base alle guardie mediche prima di arrivare al pronto soccorso diventati ormai delle vere e proprie trincee. Un territorio vasto, frastagliato e che deve fare i conti con collegamenti ancora totalmente inadeguati. Così pur aumentando le ambulanze è impossibile coprire l’intero territorio. Così dall’ospedale di Locri a quello di Polistena, oggetto di un lifting necessario dopo la boccata d’ossigeno data dai Cubani che ne hanno risollevato le sorti, in frontiera rimangono Gioia Tauro e Melito Porto Salvo mentre su Scilla è ormai calata la scure della chiusura e nel silenzio più totale muore un presidio sanitario che serviva un bacino d’utenza di 50 mila abitanti.

      Il Grande Ospedale Metropolitano, intanto, continua a raccogliere tutto quello che arriva dal territorio per l’assenza di un filtro che possa dare respiro alla struttura. Questo vale soprattutto per il pronto soccorso ancora oggi scenario di diverse aggressioni e ingiustificate violenze. Il nosocomio fa i conti con le poche risorse nell’emergenza urgenza mentre sta facendo grandi passi in termini di innovazioni tecnologiche. Il grande traguardo tra tutti è senza dubbio rappresentato dalla Breast Unit.

      L’ospedale di Locri tra annunci e realtà: Occhiuto conferma l’arrivo di oltre 40 milioni per la struttura

      Non sappiamo se l’annuncio del governatore della Calabria Roberto Occhiuto, in occasione dell’inaugurazione del reparto di oncologia, sull’arrivo di 40 milioni da destinare al nosocomio di Locri possa bastare a far guadagnare punti in termini di reputation di certo, al momento, in questo ospedale non ci vuole andare a lavorare nessuno. I concorsi continuano ad andare deserti mentre il personale ormai stremato si dimette e l’unica salvezza sono stati i cubani che hanno reso possibile continuare ad erogare servizi che, diversamente, sarebbero stati sospesi. Ma perché l’ospedale di Locri è così “repellente” o poco attraente? Basta farsi un giro in assenza di inaugurazioni o tagli di nastri. E fin dall’ingresso è possibile vedere come la struttura sia totalmente disastrata. E se l’abito non fa il monaco va detto che entrando la situazione non migliora.

      I lifting effettuati negli ultimi anni hanno senza dubbio migliorato leggermente la situazione ma se sono necessari 40 milioni per mettere a norma la struttura un motivo ci sarà. Una struttura immensa che conta, però, solo 250 posti letto. Un dato effimero sempre legato alla carenza di personale. Stesso motivo rende il pronto soccorso una bomba ad orologeria dove ogni turno è una lotta per la sopravvivenza con personale stremato e ridotto all’osso. Aprire l’oncologia è stato un raggio di luce in un tunnel buio e lungo in cui da anni sembra essere intrappolato il nosocomio che, però, è di vitale importanza per un territorio troppo vasto e mal collegato per rimanere scoperto dall’unico presidio sanitario.

      Ospedale di Polistena: tra investimenti e promesse si cerca di recuperare il terreno perduto

      È una corsa verso la rinascita quella dell’ospedale di Polistena che per anni è stato abbandonato fino a diventare un vero e proprio ospedale degli orrori. Lo abbiamo raccontato in tutte le salse come di mala sanità si possa morire e per tanto tempo questo nosocomio è stato teatro di episodi incresciosi e chiusure inevitabili. Uno dopo l’altro diversi sono stati i reparti che hanno abbandonato la struttura fino ad essere rimasta totalmente spoglia. Anche il pronto soccorso, ormai ridotto ai minimi termini, è stato oggetto di un restyling inevitabile per poter sopravvivere.

      Anche per il “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena si sogna in grande dopo anni di abbandono. Sono stati annunciati diversi interventi già in programma, atti concreti previsti a breve tempo. Il direttore generale dell’Asp Lucia Di Furia ha fatto sapere che i lavori per il reparto di oncologia sono in dirittura d’arrivo ed entro fine marzo è prevista una possibile apertura con 5 posti letto di day hospital e poltrone per garantire la chemioterapia.

      Per il servizio di emodinamica è in corso un progetto di fattibilità con la consegna tra un paio di settimane, mentre procedono i lavori per le sale operatorie che saranno completate a fine aprile.
      Per quanto riguarda la carenza di personale nella pianta organica dell’ospedale spoke di Polistena, Di Furia ha comunicato che i recenti concorsi hanno consentito di incrementare il numero di professionisti, tra cui anestesisti. Inoltre, sono stati confermati due anestesisti liberi professionisti a cui se ne aggiunge un terzo.

      Ospedale di Gioia Tauro: destinato a “Chi l’ha visto” ma pronto a risorgere

      Qui di promesse son stanchi tutti. E i cittadini sempre più presenti chiedono fatti e non parole. Qui il diritto alla salute è stato negli anni mortificato e seriamente compromesso. Ci sono pochi medici e lavorano in condizioni precarie. La situazione, come si può notare, non cambia. Il problema principe ormai da anni rimane costante: l’organico. Da qui si parte per il viaggio verso i disagi della sanità perché mancando i medici l’intero sistema va al collasso, le liste d’attesa crescono e i pazienti scappano.

      Attualmente sopravvivono i reparti di medicina, ortopedia, radiologia, ambulatorio di chirurgia, cardiologia, dermatologia, oculistica, ambulatorio di analisi, pronto soccorso, guardia medica e dall’8 gennaio è operativo un servizio di polizia per garantire sicurezza a chi vi lavora. Qui sono diventati dei veri eroi i cubani che, inizialmente ostacolati, hanno lavorato in modo eccellente garantendo servizi e assistenza adeguata riuscendo a rimettere in moto una macchina che da anni non andava più. Anche qui gli annunci non mancano.

      Dovrebbero arrivare altre tecnologie, lavori, attrezzature, e altri professionisti. Parole? Promesse? Staremo a vedere. Tra i sogni nel cassetto è previsto il potenziamento del pronto soccorso. Con l’intervento denominato “Ospedale sicuro” si dovrebbe garantire l’adeguamento sismico della struttura, sostenibilità, efficienza energetica e funzionalizzazione. Intanto, mentre si guarda alla luna, sulla terra ci si accontenta dei pochi servizi rimasti.

      Ospedale Tiberio Evoli di Melito Porto Salvo, dove pochi grandi professionisti hanno tenuto in piedi il nosocomio

      Di Silvio Cacciatore – L’Ospedale Tiberio Evoli di Melito Porto Salvo torna a essere al centro dell’attenzione per una serie di iniziative che sembrano indicare una timida ripresa e un rinnovato interesse verso la struttura sanitaria. Nonostante le difficoltà degli anni passati, tra cui la chiusura del punto nascite nel 2011 e una cronica carenza di personale, il nosocomio dell’Area Grecanica sta compiendo passi in avanti verso un miglioramento dei servizi offerti, lottando per diventare nuovamente un riferimento per il territorio, pur tra molte sfide.

      Uno dei segnali più importanti di questa ripresa è rappresentato dall’informatizzazione del laboratorio analisi, inaugurata ufficialmente ieri con l’introduzione del Laboratory Information System (LIS). Questo avanzato sistema consente di automatizzare le procedure, migliorare la gestione dei dati e garantire una maggiore efficienza diagnostica. Implementazione che richiede anche un personale adeguatamente formato e un potenziamento delle risorse umane, che al momento rimangono limitate.

      Il pronto soccorso dell’Ospedale Tiberio Evoli rappresenta un nodo cruciale della struttura, ma le difficoltà legate alla carenza di personale, costituito prevalentemente da medici cubani a contratto, ne limitano la piena efficienza. Il potenziamento del pronto soccorso rimane una delle priorità assolute per migliorare la capacità di risposta alle emergenze e fornire un servizio all’altezza delle necessità del territorio, abitato da quasi 40mila persone e con distanze – in termini di tempo – anche di 45-50 minuti dall’entroterra.

      L’Ospedale Tiberio Evoli di Melito Porto Salvo offre una vasta gamma di servizi sanitari organizzati in modo strutturato. La Struttura complessa di Medicina Internistica include un reparto di degenza e diversi ambulatori specialistici: medicina interna, cardiologia, pneumologia, diabetologia, reumatologia, ecografia vascolare, ecocardiografia e sorveglianza per terapia anticoagulante orale. A questi si aggiunge la funzione di day hospital e una struttura – cosiddetta “semplice” dedicata all’oncologia, vero fiore all’occhiello della provincia reggina, e alla riabilitazione cardiologica. Strutture, queste, che si reggono in piedi grazie alla buona volontà e professionalità degli stessi medici, chiamati ad operare in una struttura che necessiterebbe di importanti migliorie ed ammodernamenti.

      La Struttura complessa di Chirurgia comprende ambulatori di endoscopia digestiva, gastroenterologia, urologia e chirurgia generale, con una funzione di day hospital e una struttura semplice per l’oculistica. Anche qui, sebbene le prestazioni siano di buon livello, si registra una carenza di posti letto utilizzabili che talvolta obbliga a trasferire i pazienti in altre strutture.

      Sul fronte delle strutture territoriali, l’ospedale ospita il centro vaccinale, il consultorio familiare H12, servizi per la salute mentale, dialisi, ginecologia, radiologia tradizionale con TAC e risonanza magnetica, anatomia patologica, centro analisi e una farmacia ospedaliera. Il consultorio, in particolare, rappresenta un servizio fondamentale per il territorio da quando il punto nascite è stato chiuso.

      Tra i progetti futuri, spicca l’installazione di nuove attrezzature diagnostiche, come una TAC e un mammografo, che porteranno ulteriori benefici agli utenti. Tuttavia, la lentezza nei tempi di realizzazione e i ritardi burocratici rischiano di rallentare questi interventi, lasciando il territorio ancora in attesa di miglioramenti tangibili.

      L’Ospedale Tiberio Evoli sembra avere le carte in regola per poter vivere una nuova stagione, in cui i progressi tecnologici e l’impegno dei professionisti stanno contribuendo a risollevarne l’immagine. Sebbene ci sia ancora molta strada da fare, le recenti iniziative dimostrano che la rinascita è possibile, a patto che si continui a investire in risorse e attenzione per il territorio. Tuttavia, senza un deciso intervento politico e amministrativo per risolvere le criticità ancora esistenti, il rischio di una ripresa incompleta rimane concreto una struttura a rischio chiusura.

      Ex ospedale “Scillesi d’America”, un malato in agonia che attende, ormai, la sua fine già decretata

      Parole, parole, parole. No non è il celebre ritornello di Mina. Sono le uniche cose rimaste agli scillesi in merito all’ex ospedale di Scilla. È triste lo spettacolo. Transenne ovunque e una storia distrutta. Calpestati i sacrifici degli scillesi d’America che per mettere su quella struttura immensa hanno lottato. L’ex ospedale di Scilla, dopo la chiusura parziale decisa dall’Asp perché la struttura è stata ritenuta non sicura, continua a perdere pezzi. Tutto mentre si allontana sempre di più l’ipotesi di una ristrutturazione o, come si era in prima battuta ipotizzato, demolizione. Non si arrende il comitato pro ospedale prima e Casa della Salute. Una lotta che va avanti ormai da anni per salvare un presidio che negli anni è diventato un punto di riferimento per la salute di tanti cittadini. Ma i numeri e la grande utenza non sono bastati. Piove sul bagnato, dunque. L’ennesima tegola su quella che doveva diventare una casa della salute prima poi casa della comunità. Ma che in realtà i cittadini adesso temono non vedrà mai la luce. Una struttura immensa destinata a diventare macerie. Il preludio di una sanità che negli anni ha fallito.

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      Influenza stagionale

      Il Prefetto si vaccina in farmacia: da Reggio un messaggio di prevenzione ai cittadini

      La vaccinazione antinfluenzale diventa un'occasione per sensibilizzare sull'importanza della tutela della salute. Un esempio che richiama il ruolo delle istituzioni e dei presìdi sanitari sul territorio
      Si.Ca.
      29 ottobre 2026
      Ore 11:25
      Il Prefetto si vaccina in farmacia: da Reggio un messaggio di prevenzione ai cittadini\n
      Lettera aperta

      Dalla diagnosi di una malattia rara al trapianto di rene donato dal padre: la testimonianza di una madre che ringrazia il GOM

      La storia di Agostino, colpito dalla sindrome di Alport e operato a 19 anni. Una lettera racconta il percorso di cura e la riconoscenza verso medici e infermieri della Nefrologia
      Francesca Laura Giordano*
      29 ottobre 2026
      Ore 08:27
      Dalla diagnosi di una malattia rara al trapianto di rene donato dal padre: la testimonianza di una madre che ringrazia il GOM\n
      Adesioni basse

      Azienda Zero, medici restii al trasferimento: a Crotone nessuno aderisce, a Reggio Calabria solo 14 su 33

      Prosegue il trasferimento del personale dell’emergenza-urgenza al nuovo ente regionale. A Crotone hanno detto sì 56 lavoratori su 94, ma nessun camice bianco; a Reggio Calabria le adesioni sono 112 su 194. Più disponibili infermieri a termine e autisti delle ambulanze
      Luana Costa
      27 ottobre 2026
      Ore 05:56
      Azienda Zero, medici restii al trasferimento: a Crotone nessuno aderisce, a Reggio Calabria solo 14 su 33\n
      Emergenza dialisi a Reggio Calabria

      Medici e infermieri unica rete salvavita per i dializzati, la Fintred suona la sveglia: «Dopo le promesse servono impegni formali»

      Oltre al dramma di una malattia grave e cronica, 34 pazienti fragili vivono l'incubo quotidiano dello sfinimento fisico e della solitudine. Il coordinatore regionale di FINTRED Calabria dà voce al dolore e alla disperazione di chi deve pietire un passaggio nella notte per tornare a casa
      Elisa Barresi
      27 ottobre 2026
      Ore 05:30
      Medici e infermieri unica rete salvavita per i dializzati, la Fintred suona la sveglia: «Dopo le promesse servono impegni formali»\n
      La protesta

      Poliambulatorio di Gallico, tante voci esasperate ed una sola richiesta: «La struttura non può e non deve chiudere»

      Partecipato sit in contro il ridimensionamento della struttura sanitaria che serve un’ampia fetta di territorio a nord della città. Sullo sfondo le polemiche politiche circoscrizionali. Giordano (UxRN): «Investimento regionale per creare due Case di comunità a nord e sud della città»
      Claudio Labate
      26 ottobre 2026
      Ore 14:05
      Poliambulatorio di Gallico, tante voci esasperate ed una sola richiesta: «La struttura non può e non deve chiudere»\n
      Anche a chi dorme

      Ascoltare con il cuore, l’associazione di volontari ospedalieri (Avo) di Reggio annuncia il XXXVI corso di formazione

      Venerdì 6 novembre, alle ore 16, presso la sala del santuario Sant’Antonio da Padova (Collina degli Angeli) la presentazione dell’Associazione e il primo incontro
      26 ottobre 2026
      Ore 11:03
      Ascoltare con il cuore, l’associazione di volontari ospedalieri (Avo) di Reggio annuncia il XXXVI corso di formazione\n
      Diritto alle cure

      Dialisi a Reggio Calabria, otto anni di promesse e pazienti costretti a curarsi di notte: FINTRED sfida la Regione e chiede atti, non annunci

      Il coordinamento sollecita la pubblicazione sul BURC del provvedimento sui 10 nuovi posti rene e richiama il precedente irrisolto del 2018. Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre un sit-in davanti al GOM per ringraziare il personale sanitario e chiedere risposte concrete
      Redazione
      25 ottobre 2026
      Ore 08:59
      Dialisi a Reggio Calabria, otto anni di promesse e pazienti costretti a curarsi di notte: FINTRED sfida la Regione e chiede atti, non annunci\n
      Il plauso

      Gom Reggio, Larosa (Aned Calabria): «Nefrologia efficiente e 3 passi avanti con i trapianti»

      Dopo la soluzione positiva data all’emergenza dialisi reggina la nefrologia riprende alla grande la realizzazione di trapianti e la diffusione cultura della prevenzione delle malattie renali
      22 ottobre 2026
      Ore 10:22
      Gom Reggio, Larosa (Aned Calabria): «Nefrologia efficiente e 3 passi avanti con i trapianti»\n
      Il nosocomio

      Melito Porto Salvo, il Tiberio Evoli torna al centro degli investimenti sanitari: via libera al progetto da 9,29 milioni per la sicurezza dell’ospedale

      L’ASP approva il Documento di Indirizzo alla Progettazione per gli interventi di adeguamento sismico e antincendio. Confermati 93 posti letto e Pronto Soccorso h24. Il sindaco Tito Nastasi: «Un finanziamento atteso da tempo si sblocca»
      Redazione
      22 ottobre 2026
      Ore 07:54
      Melito Porto Salvo, il Tiberio Evoli torna al centro degli investimenti sanitari: via libera al progetto da 9,29 milioni per la sicurezza dell’ospedale\n
      Presentati i nuovi locali del servizio immunotrasfusionale

      Nuovi spazi al G.O.M. di Reggio Calabria: l'umanizzazione al centro della cura

      Il Grande Ospedale Metropolitano ha presentato i nuovi spazi al presidio "Riuniti", introducendo ambienti accoglienti, 7 postazioni per i donatori e servizi dedicati
      El.bar.
      21 ottobre 2026
      Ore 18:00
      Nuovi spazi al G.O.M. di Reggio Calabria: l'umanizzazione al centro della cura\n
      Situazione insostenibile

      Centro neurologico di Locri, Logozzo: «Basta indifferenza e inerzia. Scatta la mobilitazione delle associazioni»

      I mancati potenziamenti dei servizi e apertura del centro diurno semi-residenziale: «È il momento delle scelte, della trasparenza e delle azioni concrete. Chi ha il potere di decidere ci dica chiaramente cosa vuole fare. Bisogna avere il coraggio di agire, e noi siamo pronti a farlo per dare voce a chi non ce l'ha»

      21 ottobre 2026
      Ore 14:15
      Centro neurologico di Locri, Logozzo: «Basta indifferenza e inerzia. Scatta la mobilitazione delle associazioni»
      La sollecitazione

      Emergenza dializzati a Reggio, Puntillo (Fintred Calabria): «Dai 29 posti rene del 2018 ai 10 deliberati: un gioco al ribasso»

      Il coordinatore regionale della Federazione Italiana Nefropatici Trapiantati di Rene e Donatori: «Siamo basiti ma finalmente viene riconosciuta la carenza dell’Asp che noi denunciamo da anni. Ora avanti, senza rinunciare agli altri 19 posti del fabbisogno»
      20 ottobre 2026
      Ore 06:03
      Emergenza dializzati a Reggio, Puntillo (Fintred Calabria): «Dai 29 posti rene del 2018 ai 10 deliberati: un gioco al ribasso»\n
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      Blitz a Gallico, in manette il boss Cartisano: dalle estorsioni al controllo del quartiere, il comando anche dal carcere

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