Uno scorcio poetico del cuore di Reggio Calabria, dove il cielo infuocato abbraccia il Corso Garibaldi e accarezza le linee eleganti di Palazzo San Giorgio
Alla stazione di Reggio Calabria, una cabina del “Treno del Ricordo” racconta in silenzio l’esodo giuliano-dalmata: due figure sedute l’una di fronte all’altra, bagagli stretti e un futuro ancora senza nome, ma finalmente in salvo
Uno scorcio del belvedere di Scilla, una panchina solitaria e lo sguardo che si perde sull’incanto dello Stretto di Messina: un luogo dove il tempo si ferma e il cuore impara ad ascoltare il mare
Fiera nella sua arena, Atena domina la scena mentre l'Etna innevato e fumante veglia su di lei. In primo piano, i segni dell'uragano raccontano la ferita e la rinascita, racchiusi in una cornice dal sapore antico.
"E vivevamo, noi due, insieme
tu che mi amavi, io che ti amavo. Ma la vita separa chi si ama, piano piano, senza nessun rumore e il mare cancella sulla sabbia i passi degli amanti divisi" (Jacques Prevert)
«Addio, parola di vetro.
I poeti sono vasi di Murano,
bellissimi da vedere ma delicati nel fiato. Qualcuno ti ha tolto il respiro, qualcuno ti ha toccato il cuore». (Alda Merini)
"Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro. [… ] Sono scandaloso. Lo sono nella misura in cui tendo una corda, anzi un cordone ombelicale, tra il sacro e il profano".
(Pier Paolo Pasolini)
“I bambini mostrano le cicatrici come medaglie. Gli amanti le usano come segreti da svelare. Una cicatrice è ciò che avviene quando la parola si fa carne”. (Leonard Cohen)
"Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure in legno ed ecco i vecchi del villaggio e la stalla che risplende e l'asinello di colore azzurro". (Quasimodo)
“Nonostante il consumismo esasperato, l'opportunismo, la falsità e l'ipocrisia da parte di molti, il Natale è ancora un momento magico ed intenso che ci aiuta a riflettere sulle conclusioni troppo affrettate e su certi insulti, litigi e sconfitte che potrebbero essere evitati.”
(Jean-Paul Malfatti)
Il bimbo che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che era dentro di sé e che gli mancherà molto
(Pablo Neruda)
Avrò segnato undici volte canestri vincenti sulla sirena, e altre diciassette volte a meno di dieci secondi alla fine, ma nella mia carriera ho sbagliato più di 9.000 tiri. Ho perso quasi 300 partite. Per 36 volte i miei compagni si sono affidati a me per il tiro decisivo… e l’ho sbagliato. Ho fallito tante e tante e tante volte nella mia vita. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto.“ — Michael Jordan
Non è abbastanza fare dei passi che un giorno ci condurranno alla meta, ogni passo deve essere lui stesso una meta, nello stesso momento in cui ci porta avanti.
(Goethe)