Sul lungomare, tra onde leggere e architetture eleganti, l’opera di Rabarama dialoga con la bellezza senza tempo di Villa Zerbi, trasformando uno scorcio urbano in un frammento di poesia
«Lei cammina sulle nuvole
Con una giostra in testa che sta’ girando
Farfalle e zebre
E raggi di luna e favole
Questo è tutto quello a cui ha mai pensato
Cavalcando il vento».
(Jimi Hendrix)
«Sarà sempre così? Questa impossibilità di trovare la certezza di uno stato d’animo, di una fase, di un umore, mai. Siamo tutti seduti su delle altalene». (Anaïs Nin)
«Il pomodoro, astro della terra, stella ricorrente e feconda,
ci mostra
le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l'insigne pienezza
e l'abbondanza, senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine» (Pablo Neruda)
«I giorni a scorrere
sull'abaco preciso della vita.
Lenta la spinta dei calcoli
inarrestabili
in punta di dita.
Sui fili nessun nodo
ad arrestarne la corsa
e io, Sisifo ostinato,
a spingerlo tenace sul mio monte perché non cada la speranza alle pendici». (Silvana Poccioni)
«Alberi!
Frecce voi siete
dall’azzurro cadute?
Quali tremendi guerrieri
vi scagliarono?
Sono state le stelle?
Vengon le vostre musiche
dall’anima degli uccelli,
dagli occhi di Dio». (Federico Garcia Lorca)
Tu esisti nei luoghi più impensati come il giallo di un fiore intravisto per un attimo, dal finestrino del treno, in un prato di di dicembre.
(Fabrizio Caramagna)
"Lasciami alle mie notti
ed ai miei benefici di peccato,
lasciami nell'errore
se decantarmi è compito di Dio! So che mi assolverai delle mie pene: ma ora lasciami umana col cuore róso dalla mia paura". (Alda Merini)