Uno scorcio poetico del cuore di Reggio Calabria, dove il cielo infuocato abbraccia il Corso Garibaldi e accarezza le linee eleganti di Palazzo San Giorgio
Alla stazione di Reggio Calabria, una cabina del “Treno del Ricordo” racconta in silenzio l’esodo giuliano-dalmata: due figure sedute l’una di fronte all’altra, bagagli stretti e un futuro ancora senza nome, ma finalmente in salvo
Uno scorcio del belvedere di Scilla, una panchina solitaria e lo sguardo che si perde sull’incanto dello Stretto di Messina: un luogo dove il tempo si ferma e il cuore impara ad ascoltare il mare
Fiera nella sua arena, Atena domina la scena mentre l'Etna innevato e fumante veglia su di lei. In primo piano, i segni dell'uragano raccontano la ferita e la rinascita, racchiusi in una cornice dal sapore antico.
La memoria si incide nella pietra, il mare la sfiora senza sosta. In mezzo, c’è chi si ferma per un istante, lasciando che entrambi gli raccontino la loro storia
Tra le onde e il vento, le barche cullano storie di mare, di mani esperte, di partenze e ritorni. Qui la libertà non è un’idea, ma un orizzonte che si sceglie ogni giorno
Le note si intrecciano al tempo, riempiono lo spazio, diventano memoria. Ogni melodia è un frammento di esistenza che continua a vibrare, anche quando il silenzio cala
Le onde vanno e tornano, i gabbiani sfiorano l’orizzonte, ma c’è sempre qualcosa che resta. Come il mare, come chi sa aspettare senza bisogno di partire