Sul lungomare, tra onde leggere e architetture eleganti, l’opera di Rabarama dialoga con la bellezza senza tempo di Villa Zerbi, trasformando uno scorcio urbano in un frammento di poesia
Inesauribile fragore di onde
si dà che giunga allora nella stanza
e alla freschezza inquieta d’una linea
azzurra, ogni parete si dilegua…
(Giuseppe Ungaretti)
All’uomo, nella sua fragile barchetta, è dato il remo in mano proprio perché segua non il capriccio delle onde ma la volontà della sua intelligenza.
(Johann Wolfgang Goethe)
Non è nei vasti campi o nei grandi giardini che vedo giungere la primavera. È nei rari alberi di una piccola piazza della città. Lì il verde spicca come un dono ed è allegro come una dolce tristezza.
(Fernando Pessoa)
Non bisogna mai aver paura di rompere le regole, se è il nostro cuore a chiederlo. Mai temere di destabilizzare un sistema: è nella sua natura la necessità di cambiare (Giovanni Allevi)
Foto di Ranieri Calopresti
Piccolo lago in mezzo ai monti – il giorno
le calde mucche bevono ai tuoi orli;
la notte specchi le stelle – mi sento
oggi in un brivido la tua chiarezza.
(Umberto Saba)
Dèmoni e meraviglie, venti e maree, il mare si è ritirato già in lontananza e tu come alga dolcemente accarezzata dal vento nelle sabbie del tuo letto ti agiti sognando (Jacques Prevert)
“Per scorgere l'eternità in un granello di sabbia e il paradiso in un fiore di campo tieni l'infinito nel palmo della mano e l'eternità in un'ora.” - William Blake