Uno sguardo fugace dal finestrino di un’auto in corsa cattura due figure femminili che camminano lungo il lungomare sotto una pioggia leggera, trasformando un istante quotidiano in un racconto intimo e sospeso.
Sul lungomare, tra onde leggere e architetture eleganti, l’opera di Rabarama dialoga con la bellezza senza tempo di Villa Zerbi, trasformando uno scorcio urbano in un frammento di poesia
«O sei mia o di nessun altro». Così mi sento padrone di decidere della tua vita. Di accoltellarti mentre esci dall’università, mentre semplicemente vivi la tua vita senza di me. Inasprire le pene sul femminicidio, parlare e sensibilizzare su un reato ancora oggi in crescita, evidentemente non basta
In ogni immagine vive una storia, in ogni soglia un invito a guardare oltre: lì si nasconde la vera bellezza. Quella autentica, che risiede dentro di noi