Uno scorcio poetico del cuore di Reggio Calabria, dove il cielo infuocato abbraccia il Corso Garibaldi e accarezza le linee eleganti di Palazzo San Giorgio
Alla stazione di Reggio Calabria, una cabina del “Treno del Ricordo” racconta in silenzio l’esodo giuliano-dalmata: due figure sedute l’una di fronte all’altra, bagagli stretti e un futuro ancora senza nome, ma finalmente in salvo
Uno scorcio del belvedere di Scilla, una panchina solitaria e lo sguardo che si perde sull’incanto dello Stretto di Messina: un luogo dove il tempo si ferma e il cuore impara ad ascoltare il mare
Fiera nella sua arena, Atena domina la scena mentre l'Etna innevato e fumante veglia su di lei. In primo piano, i segni dell'uragano raccontano la ferita e la rinascita, racchiusi in una cornice dal sapore antico.
Una delle tre croci di Sant’Elia si staglia nel silenzio luminoso di una giornata azzurra, mentre sullo sfondo l’isola di Vulcano riposa tra cielo e mare
Il Castello Ruffo di Scilla veglia sul mare in una giornata senza nuvole, mentre la galleria scava silenziosa la roccia: un incontro tra pietra, luce e orizzonte che profuma d’eternità.
Una barchetta vicino alla spiaggia del lungomare di Reggio Calabria mentre il sole scivola dietro l’orizzonte. Sullo sfondo, lo Stretto di Messina riflette le prime luci di Messina in un tramonto che profuma di attesa e nostalgia.
Sul lungomare ferito dall’uragano, tra i segni della furia e il silenzio che resta, si erge fiera Athena. Alle sue spalle l’Etna veglia, mentre il tramonto accende di poesia ciò che sembrava perduto
Sul lungomare, due sedie vuote guardano il mare dopo la tempesta: un’immagine semplice che diventa poesia, attesa e rinascita sul respiro antico dello Stretto di Messina
Sul lungomare, le colonne di Opera si inclinano sotto la furia del vento mentre il mare in tempesta canta la sua inquieta dichiarazione d’amore alla costa.
Sul lungomare di Cannitello, mentre il giorno si scioglie tra oro e porpora, un uomo pesca in silenzio e il sole si nasconde lentamente dietro la Sicilia
Uno scorcio del lungomare di Reggio al tramonto: due bambini si rincorrono sulla spiaggia, mentre il cielo si tinge d’oro e di rosa. Un momento semplice che diventa poesia.
Sul belvedere, la scultura del pescatore che cattura il pesce spada si staglia contro un tramonto infuocato. Di fronte, il Pilone di veglia sullo stretto, dove mito e realtà si incontrano nell’abbraccio del mare.
Uno scorcio di lungomare al tramonto: una panchina vuota, la ringhiera che guarda l’orizzonte e un uomo che cammina lento. La luce si scioglie nell’acqua e ogni cosa diventa promessa, memoria, poesia
Dopo la pioggia, il tramonto accarezza lo Stretto. Un uomo pesca, silenzioso, mentre il cielo si tinge d’oro e malinconia. Tutto visto da un finestrino bagnato, come se fosse un sogno
Dalla spiaggia di Reggio Calabria, l’Etna si mostra in tutta la sua maestosità, avvolta da un tramonto che sfuma d’arancio. Un respiro di fuoco che incontra il mare, in un abbraccio che sa di poesia
Un lampione ancora spento attende la sera, mentre le nuvole si fanno tela per un tramonto che conosce il cuore. Sul lungomare di Reggio, il tempo sembra fermarsi in un abbraccio familiare
Il lungomare di Reggio Calabria visto dal finestrino appannato di un’auto sotto la pioggia: uno scorcio che profuma di attesa, sogni e ricordi che scorrono lenti come le gocce sul vetro.
Una barca riposa sulla riva di Reggio Calabria, mentre all’orizzonte l’Etna sussurra fumo e segreti. Un incontro tra quiete e forza, tra silenzio e respiro
Un viaggio sospeso tra cielo e neve: la seggiovia si arrampica dolcemente tra i boschi innevati dell’Aspromonte, dove l’inverno racconta storie di pace e meraviglia.
Tra le palme secolari del Lungomare di Reggio Calabria, l’Etna appare in lontananza, fumante e fiera, accarezzata da un tramonto che incendia il cielo e l’anima